Capitolo sesto 

SPIEGAZIONI

Introduzione
T. F. Heinze Intro
www.creationism.org
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Che cosa può compiere la selezione naturale agendo sulle mutazioni?

Abbiamo esaminato sia le « prove » a favore dell'evoluzione che i punti deboli ed abbiamo visto come essa non basti a spiegare gran parte della vita che vediamo intorno a noi. Significa ciò che la selezione naturale che opera con mutazioni casuali non può compiere nulla? La risposta è no. Vi sono buone prove evidenti che essa possa produrre cambiamenti reali. Se non esistessero le prove di cambiamenti dovuti a queste cause, gli scienziati intelligenti non avrebbero mai accettata la teoria dell'evoluzione. Le prove tuttavia, mostrano soltanto un cambiamento limitato. È sempre ovvio, se si cerca in libri di testo onesti, che ad un certo punto la discussione pullula di tali termini « sembra, sembrerebbe, se ne deduce, forse, probabilmente », e così via. Gli evoluzionisti scorgono le prove di qualche cambiamento nelle variazioni di forma della conchiglia di un mollusco e credono che fondandosi su questo genere di prova, possano dedurre una evoluzione della cellula semplice. Questa è una cosa che neghiamo in maniera chiara.

Una farfalla inglese, a cui abbiamo già accennato, ci fornisce una delle prove moderne più frequentemente citate in favore dell'evoluzione. Pian piano, mentre lo smog rendeva più scuri i tronchi degli alberi sui quali queste farfalle riposavano, si verificò un cambiamento anche nelle farfalle. In che cosa si sono evolute queste farfalle? In uomini? In uccelli? No! Sono ancora farfalle della stessa specie. La selezione naturale ha cambiato soltanto il tasso del numero tra quelle di colore chiaro e quelle di colore scuro.

L'uomo ha imparato la tecnica dell'allevamento selettivo. Ciò si basa sulla grande varietà dei geni che Dio ha costituito per tutti gli esseri viventi. Allevando polli forniti più di carne e meno di ossa, per esempio. Facendo procreare soltanto gli animali che hanno le caratteristiche desiderate, fra non molto-la proporzione della popolazione che contiene queste caratteristiche aumenterà. Continuando la selezione, le caratteristiche desiderate possono essere aumentate entro certi limiti.

Io ho usato l'allevamento selettivo per produrre le lebi-stis con la coda più grande e più bella. Ci sono dei limiti a questo, però. Non potrei usare questo metodo per evolvere pesci rossi dalle lebistis! Una simile selezione è capitata nella natura poiché gli uccelli mangiavano le farfalle di colore chiaro che essi potevano vedere perché contrastavano con i tronchi. Lasciavano così quelle scure che non potevano vedere, permettendo così la loro riproduzione. In questo modo aumentava la percentuale delle farfalle di colore scuro nella specifica popolazione. Questa selezione naturale, però, non è andata oltre i limiti della variabilità delle farfalle e perciò non illustra quello che gli evoluzionisti stanno cercando dì mostrare.

Nel passato molti hanno creduto che fosse esistita una continua sequenza di animali intermedi rispetto a quelli oggi viventi. Venne così iniziata la ricerca dei termini di passaggio mancanti. Sono poche tuttavia le prove rinvenute che si potrebbero considerare atte a fornire questi anelli di « passaggio mancanti ». Austin H. Clark, egli stesso evoluzionista, si esprimeva così:
 

Perciò in base a tutte le prove tangibili che abbiamo potuto raccogliere, siamo costretti a concludere che tutti i maggiori gruppi di animali si trovavano agli inizi negli stessi rapporti reciproci nei quali si trovano oggi... Vi sono forti prove circostanziali indicanti che nessuno dei gruppi maggiori avrebbe potuto derivare da uno qualunque degli altri.

Uno studio delle linee di sviluppo degli animali mostra che il progresso di sviluppo viene sempre evidenziato da una specializzazione crescente lungo precise linee strutturali a spese di altre caratteristiche strutturali. Alcuni organi possono gradualmente ridursi o scomparire forse, ma nulla viene mai aggiunto. La specializzazione si riduce sempre ad una sottrazione da un insieme ben equilibrato. Una volta iniziata, tale sottrazione può continuare o può cessare, temporaneamente o definitivamente. Ma una caratteristica strutturale che ha cominciato a perdere importanza ed a ridursi non invertisce mai il suo senso di sviluppo e non ricupera mai nessun significato perduto.

Tutti i gruppi maggiori di animali differiscono fra di loro sia per la riduzione di alcune strutture fisiche, sia per il grandissimo sviluppo di altre. In tal modo differiscono l'uno dall'altro per sottrazione e per aggiunta. Supporre che uno qualunque dei gruppi maggiori derivi da un altro significa perciò negare l'applicazione generale di un principio ben stabilito 1 .


Egli spiega questa mancanza di prove in favore della teoria secondo cui un gruppo proverrebbe dall'altro, supponendo che tutte le linee si siano sviluppate separatamente dai primi pochi discendenti della prima cellula vivente. Scrivendo più recentemente a proposito di tale problema, G. A. Kerkut cercava di spiegare i fossili, postulando invece della nascita per generazione spontanea di una sola cellula originale, la nascita di un numero di esse, che si sarebbero sviluppate ciascuna separatamente dall'altra 2 . Quanto migliore è la spiegazione divina secondo la quale Iddio ha creato i gruppi distinti che si sono riprodotti ciascuno secondo la loro specie!

Esaminiamo la spiegazione data dalla Bibbia sulla ma niera nella quale Iddio ha creato molto più delle semplici forme di vita. Il testo di Genesi 1: 24, 25, per esempio, afferma che Dio ha creato gli animali: « Poi Dio disse: ' Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici della terra, secondo la loro specie '. E così fu. E Dio fece gli animali selvatici della terra, secondo-le loro specie, il bestiame secondo le sue specie, e tutti i rettili della terra, secondo le loro specie. E Dio vide che questo era buono ». Non è precisato a che cosa equivarrebbe nella classificazione moderna la parola tradotta « specie », ma è chiaro che in generale essa coincide con la prova reale che la scienza ha trovato nella natura. Dopotutto, la natura è stata creata da Dio e non si troverà realmente mai in conflitto con la Sua rivelazione contenuta nella Bibbia. L'evidenza mostra che si verificano dei cambiamenti, ma che questi siano all'origine di tutta la vita è semplicemente una supposizione. Le mutazioni non possono produrre cambiamenti in una direzione sempre ascendente, come credevano-un tempo molti evoluzionisti, ma in varie direzioni, e perla maggior parte discendenti. I cambiamenti ambientali offrono maggiori possibilità di sopravvivenza agli organismi con alcuni di questi cambiamenti piuttosto che ad altri. Non neghiamo che ciò spieghi alcune delle differenze nelle forme di vita intorno a noi, ma siamo fortemente contrari alla vasta sovrastruttura di teorie atee edificata su questo fragile fondamento. È una sovrastruttura che richiede fede molto maggiore e molto meno ragionevole di quella necessaria nei confronti della spiegazione secondo la quale Iddio ha creato i primi animali e l'uomo.

Ciò diviene ovvio quando ci si rende conto della condizione di fantastico svantaggio nella quale si trova un animale formato da una sola cellula nel mondo di oggi, nel quale ogni altra creatura è presumibilmente più evoluta e-meglio in grado di provvedere a se stessa nella lotta per l'esistenza. Ciò non sembra tuttavia infastidire affatto i nostri amici formati da una sola cellula. Ne esistono infatti ancora miliardi!

Che cosa ha davvero compiuto la selezione naturale operando sulle mutazioni? Io mi rendo conto che la risposta che sto per dare è così rivoluzionaria da sembrare impossibile a molti: suggerirei che la selezione naturale operando sulle mutazioni ha compiuto ciò che l'evidenza scientifica mostra effettivamente, cioè una specializzazione di organi già esistenti, che per la maggior parte diventano più grandi, più piccoli o più semplici.

La prova storica

Il dott. David Willis, professore in biologia e capo del Reparto Scienza Generale nell'Università dello stato del-l'Oregon, ha introdotto questa interessante prova.

Adesso consideriamo la prova storico-letteraria. Domande riguardo all'origine della vita e la sua storia remota hanno interessato gli uomini di tutti i tempi. Perciò la maggior parte delle civiltà, hanno inventato delle storie per spiegare come abbia avuto inizio la vita sulla terra. La maggioranza di queste storie sono completamente-leggendarie e non hanno nessuna relazione col vero mondo nel quale viviamo. Molteplici e bizzarre circostanze avrebbero dato origine al mondo e alla vita secondo questi miti.

Di particolare interesse sono le antiche mitologie del Medio Oriente dove le ricerche archeologiche sulle prime civiltà dotate di letteratura sono state molto istruttive. Una delle leggende più lunghe-e ben conservate è la narrazione babilonese della creazione scritta in caratteri cuneiformi su sette tavole di terracotta. Il dott. Alexander Heidel dell'Università di Chicago ha pubblicato una traduzione completa e un'analisi ben fatta di queste tavole (la Genesi Babiloniana). Basta uno sguardo su queste narrazioni per accorgersi di come è completamente in contrasto con una veduta scientifica del mondo.

Il libro della Genesi nella Bibbia invece, presenta un breve ma stupendo racconto dell'origine del mondo inorganico e organico. Il racconto spiega brevemente questa origine mediante una serie di atti creativi prodotti da un essere soprannaturale (Dio). Ciò concorda abbastanza da vicino con l'ordine scientifico da noi oggi conosciuto-per l'inizio delle cose e degli esseri viventi. Questo non può essere detto di nessun'altra storia della creazione. Sono assenti elementi magici e fantasiosi. La prima frase introduce bene il soggetto: « Nel principio Dio creò i deli e la terra » (Genesi 1:1).

L'antichità del racconto della Genesi è inoppugnabile! La sua esistenza ci fa porre una domanda ovvia: « Poteva l'autore della Genesi essere così preciso nelle sue affermazioni che migliaia di anni dopo, quello scritto avrebbe potuto essere ancora guardato da uomini ragionevoli come un riassunto accettevole della sequenza degli eventi connessi con le origini? ». Non si può dire che sia stata soltanto una supposizione fortunata, perché in confronto alle narrazioni della creazione di altri popolo essa è la più accettabile. Questo documento non può essere tralasciato e dimenticato. Esso costituisce una valida prova euristica. L'esistenza e la precisione di questo documento bi-blico esigono che esso sia preso in considerazione quando viene esaminato il problema dell'origine del cosmo.

Se un Dio trascendente ha veramente creato la vita e se Egli desiderava rivelare una breve spiegazione dell'origine di essa alle sue creature razionali, il racconto della Genesi sembrerebbe il più rispondente. In nessun altro modo sarebbe stato possibile per gli uomini essere informati di questi eventi. E ancora di più: la Genesi dichiara di essere siffatto un racconto.

Quando ammettiamo che anche gli uomini di genio, come Aristotele, che vissero al livello più alto della conoscenza antica, fecero errori scientifici di tutti i generi, è ovvio che un uomo dalla mente aperta dovrebbe veramente prendere in seria considerazione questo documento, dal momento che a differenza di altri scritti antichi è stato trovato assolutamente preciso nelle parti in cui si è potuto controllare.

Le Civiltà

La storia, la datazione mediante radiocarbonio e la Bibbia sono tutti d'accordo, in modo generale, riguardo a quando iniziarono le civiltà. Le date proposte possono essere mille anni di più o mille anni di meno, dipende dal particolare libro di storia, da quale data mediante radiocarbonio o da quale interpretazione della Bibbia si legge. In generale si accordano con la data di circa tremilacinquecento anni a.C., in Mesopotamia e soltanto poco dopo in Egitto, determinato da uno degli studi basati sul radiocarbonio 3.

Ciò rende molto difficile accettare le datazioni molto meno sicure attribuite di solito agli uomini preistorici, Se l'uomo aveva già un cervello più grande del nostro sessan-tamila anni fa (il cervello di un uomo di Neanderthal era più largo di quello dell'uomo moderno), ed era tanto progredito da poter lasciare arte uguale a quella di un buon pittore di oggi in un'epoca che ci viene presentata come dai venti ai trentamila anni a.C., perché dovevano aspettare tanto tempo per potersi sviluppare le città e i metodi di agricoltura che vanno con la civiltà? I resti della civilizzazione umana durano di solito molto di più e sono più facili da ritrovare e da datare che non i pezzetti di ossa.

Nessuna civiltà di Cinesi, Aztechi, Inca e Maya ha preceduto quella della civiltà mediterranea. Gli antropologi evoluzionisti per molti anni hanno pensato che il processo evoluzionistico avesse già sviluppato l'uomo normale almeno ven-ticinquemila anni fa, mentre adesso c'è chi dice quattrocento-mila anni o addirittura 2,6 milioni di anni fa. Se l'uomo moderno è stato veramente in giro tutto questo tempo, noi penseremmo di trovare numerose civiltà isolate che si sarebbero sviluppate indipendentemente l'una dall'altra durante questo periodo. Sarebbe sufficiente una civiltà di ventimila anni a.C. per esempio per dare una buona prova contro la spiegazione biblica della creazione dell'uomo. Il fatto che tutte le civiltà conosciute si sono sviluppate così recentemente è una prova molto forte della recente creazione dell'uomo.

L'incremento demografico

Un altro argomento che compare a volte in favore dell'evoluzione è che essa ha permesso alla terra di giungere al suo popolamento attuale, laddove, se si crede alla narrazione biblica, si avrebbero solo quei pochi anni da Noè ad oggi, il che non sembra sufficiente. Se tuttavia esaminiamo i fatti, troviamo che la storia conosciuta ci presenta una regolare tendenza ad un aumento della popolazione. Il tasso attuale d'incremento demografico è più di due per cento all'anno, con l'incremento maggiore nelle aree meno privilegiate economicamente. Questo tasso è più alto che nel passato, a causa della migliore assistenza medica, ecc. Un tasso dello 0,50 per cento darebbe una famiglia media di soli due figli e mezzo sopravviventi per ogni famiglia, con una vita media di 40 anni. Ciò è ancora al di sotto del tasso medio dei cento anni dal 1650 al 1750 4, prima cioè che la moderna medicina facesse sentire i suoi effetti, ma in un'epoca abbastanza recente per poter dare valutazioni alquanto accurate della popolazione. Se la coppia originale fosse comparsa sulla terra un milione di anni fa, come dicono gli evoluzionisti, questo basso tasso avrebbe dato una popolazione attuale maggiore di quella che potrebbe affollarsi nell'interno universo. Se invece l'attuale incremento demografico ha avuto inizio con la famiglia di Noè, ciò concorderebbe benissimo, anche se si accetta la data proposta dallo Ussher per il diluvio, di 4.300 anni or sono, che è probabilmente là più recente che gli si possa assegnare 5 .

Naturalmente le epidemie, le guerre, ecc. possono abbassare radicalmente il tasso d'incremento demografico, ma perché un'epidemia sussista occorre un certo livello di popolazione, proprio come per l'incendio di un bosco per propagarsi occorre che gli alberi siano vicini fra di loro. Sembrerebbe perciò che più si risale indietro nel tempo, minori siano le possibilità che un fenomeno di tale natura eliminasse una percentuale sostanziale della popolazione, poiché il contatto fra le persone sarebbe stato sempre meno frequente.

La prova dell'incremento demografico usata contro la teoria di una recente creazione costituisce strettamente una prova basata sull'ignoranza. I fatti sono in favore della creazione.

L'influenza della teoria dell'evoluzione sulla società

L'evoluzione ha oggi un'influenza che supera di molto il suo semplice impiego come spiegazione dell'origine delle speci. Essa è stata applicata in molti campi della vita.

In religione si è spesso affermato che l'uomo progredisce da una religione primitiva di molti dèi verso la fede in uno solo. In pratica tuttavia, ambedue le convinzioni convivono fin dove ci possono far risalire i documenti storici che non siano la Bibbia; e la Bibbia spiega che per prima è venuta la fede in Dio.

Nel campo delle lingue, i linguisti seguaci delle teorie evoluzionistiche affermano che le lingue umane partendo da suoni insignificanti si sono trasformate in lingue sempre più perfette. Evidentemente ciò è necessario se si crede che l'uomo veramente si è sviluppato a partire dagli animali inferiori, ma certamente non coincide con le prove. Le lingue moderne si possono far risalire a certe famiglie linguistiche, ma al di là di ciò non si è trovato alcun rapporto reciproco. Chi conosce il greco moderno, l'arabo, l'ebraico e le lingue neolatine e l'equivalente antico di quelle lingue dichiara che la lingua antica era la più perfetta. In questo campo sono necessarie maggiori ricerche ma le prove reali sembrano andare contro la teoria evoluzionistica accordandosi invece con la Bibbia quando essa dice che Iddio fece qualcosa che diede origine a un certo numero di lingue, al momento della torre di Babele (Gen. 11: 1-9).

Pur avendo questa teoria avuto la sua influenza in molti campi della vita, ciò che qui ci interessa maggiormente è quello morale. L'evoluzione fornisce all'uomo un mezzo per sfuggire alle sue responsabilità nei confronti di Dio. Se tutto ciò che esiste oggi si è formato senza Dio, allora non v'è giudice davanti al quale dobbiamo comparire tutti. Secondo l'inter-pretazione data da molti, l'uomo è responsabile solo nei confronti di se stesso, e ciò che contribuisce all'evoluzione è un contributo dato alla società. Così, qualsiasi mezzo per aiutare la selezione naturale, in modo da essere scelti come i più forti nella lotta per la sopravvivenza, è lecito.

Si servì Hitler dell'evoluzione per dare un fondamento razionale al suo odio per gli Ebrei. Sir Arthur Keith, anche egli evoluzionista, afferma tale punto succintamente: « Hitler era un evoluzionista irriducibile, e se si vogliono comprendere i suoi atti si deve ricercare una spiegazione evoluzionista » 6 . Secondo Hitler, i Tedeschi formavano una razza superiore. Se si permettevano i matrimoni di Ebrei con Tedeschi, l'opera della natura « per istituire un superiore livello evoluzionistico di vita avrebbe potuto esser resa vana » 7 . Egli espresse le sue idee evoluzionistiche anche in altri contesti. Per esempio quando diceva che « l'intero mondo della natura è un'immensa lotta fra forti e deboli, una continua vittoria dei forti sui deboli. Se non fosse così non vi sarebbe che decadenza » 8.

« Lo stato ha responsabilità di dichiarare inadatto ai fini riproduttivi chiunque sia manifestamente malato e geneticamente insano... e deve adempiere a tale responsabilità spietatamente senza tener conto della comprensione o dell'incomprensione da parte di chicchessia » 9.

Servendosi dell'evoluzione come suo principio razionale, Hitler condusse una delle nazioni più progredite che il mondo abbia conosciuto al massacro di milioni di persone, molte delle quali donne e bambini e la maggior parte delle quali erano innocenti di ogni atto criminoso contro di lui o il governo del suo paese.

Un altro evoluzionista potrebbe benissimo ribattere che Hitler non ha interpretato l'evoluzione come avrebbe dovuto, e che ciò che si verifica in alcuni anni o anche in qualche secolo ha scarsissimi effetti, se non nulli addirittura sull'evoluzione, ma che sono gli effetti a scadenza di milioni di anni ad influenzare realmente l'evoluzione. Ai tempi di Hitler vi erano indubbiamente molti Ebrei che credevano in una evoluzione a lunga scadenza, ma furono ugualmente uccisi. Hitler non era inoltre il solo a dare questa interpretazione dell'evoluzione e l'interesse per la teoria degli effetti a breve scadenza non è svanito ai giorni nostri.

Qualunque governo o anche individuo ateo, non avendo un Dio per indicare il bene e il male è costretto a cercare altrove. Essendo l'evoluzione il suo supposto creatore, subentra la tentazione di aiutarla nell'eliminare i deboli.

Esiste spesso una reale differenza fra la condotta di uno che è convinto che Dio esiste e che è responsabile nei suoi confronti, mentre cerca di obbedire all'ordine divino di amare i suoi nemici e di trattarli come vorrebbe esser trattato, e la condotta di chi non crede in Dio, ma pensa che sarebbe miglior cosa per il bene della sua razza, eliminare chiunque gli capiti di ritenere inferiore.

L'evoluzione teistica

Vi sono alcuni che credono in Dio ed anche alla teoria dell'evoluzione. Dicono che Iddio si sia servito dell'evoluzione come mezzo di creazione. In Italia la Chiesa Cattolica si è opposta a lungo alla teoria dell'evoluzione. Molti cattolici vi sono ancora contrari, ma una grande percentuale dei giovani preti credono ora in una specie di sintesi fra Dio e l'evoluzione.

Il gesuita francese Teilhard de Chardin, filosofo e scienziato fu all'avanguardia nell'introdurre questo pensiero nella Chiesa Cattolica. Egli credeva che la vita avesse avuto origine mediante l'evoluzione, ma considerava l'uomo come diverso dagli animali in quanto suprema espressione dell'evoluzione 10. Egli chiamava Dio il motore, convogliatore e consolidatore dell'evoluzione 11.

Molti evoluzionisti cattolici odierni darebbero a Dio un posto leggermente più elevato, dicendo che ad un certo momento del tempo, Egli è intervenuto per dare all'uomo una anima.

Molti teisti evoluzionisti risolverebbero inoltre i problemi dell'evoluzione materialistica dicendo: « Iddio ha creato tramite l'evoluzione ». Ciò non è solo antiscientifico, e inaccettabile per la maggior parte degli evoluzionisti, poiché l'evoluzione è in gran parte un mezzo per spiegare l'esistenza della vita dal punto di vista ateo, ma è anche antibiblica. Molti che non hanno realmente studiata la questione nella Bibbia ritengono di poter credere all'evoluzione e di poter continuare a credere a tutta la Bibbia ad eccezione di una piccola parte di essa all'inizio del Genesi. L'argomento della creazione divina non si trova solo in una parte della Bibbia. In qualche minuto ho potuto trovare in altri punti della Bibbia più di sessanta passi che ne parlano. Da questi passi risulta chiaramente che Iddio non solo creò il mondo ma anche le cose viventi. (Neh. 9: 6, Atti 14: 15; Ap. 4: 11). Anche l'uomo è stato creato da Dio (Giob. 10: 3; Is. 17: 7; Ger. 27: 5; Atti 17: 24, 25). Cristo stesso ha detto che Iddio ha fatto l'uomo (Matt. 19: 4; Mar. 10: 6). Anche dei vari organi è detto che sono stati creati da Dio (Prov. 20: 12; Sal. 94: 2). Sono troppi i passi che elencano le cose precise create da Dio, perché chi crede alla Bibbia possa accettare l'idea che Dio abbia creato solo la prima cellula semplice e che quindi abbia semplicemente diretto lo sviluppo di altre forme di vita a partire da quella cellula. Né d'altronde che Iddio abbia creato l'universo e poi se n'è sia andato via lasciandolo a sé stesso come dicono altri, ma Egli lo sostiene, impedendogli di divenire caos (Col. 1: 17; Eb. 1: 3). Quelli che cercano di sfuggire a Dio dipendono proprio da Lui per la loro esistenza.

Alcuni ritengono che Iddio sia una specie di forza cieca, che ha creato e che forse sostiene anche l'universo, ma che non conosce l'uomo personalmente. La Bibbia annulla anche questa idea: Colui che ha piantato l'orecchio non udirà egli? Colui che ha formato l'occhio non vedrà egli? » (Sal. 94: 9). Questo passo continua ancora: « L'Eterno conosce i pensieri dell'uomo » ed egli castiga e corregge, e beato l'uomo che riceve da Lui la correzione.

Gli uomini hanno sempre cercato la maniera di come sfuggire alla conoscenza di Dio, e l'uomo che pensa e che non vuole credere in Dio, ha bisogno di qualche altra teoria che gli sembri ragionevole. Fino a quando potrà aggrapparsi ad un'altra teoria che gli sembri ragionevole, si sentirà libero di ignorare Iddio.

Dopo aver visto che la teoria dell'evoluzione può in realtà servire a spiegare molto poco, la nostra speranza è che il lettore vorrà esaminare con intelligenza la rivelazione data da Dio circa la creazione, e trovandola soddisfacente, crederà in Dio non solo come suo creatore, ma anche come suo Salvatore.

L'età del mondo

Come detto prima, la Bibbia non indica l'età del mondo. Perciò esiste una differenza di opinioni fra coloro che credono in un Dio creatore. Essi possono dividersi facilmente in due gruppi maggiori. Alcuni credono che la narrazione della creazione del mondo parli di sei giorni letterali, e altri credono che i sei giorni costituiscono rappresentazione figurativa di periodi di tempo indefiniti. Ambedue hanno ottime ragioni per sostenere le posizioni scelte.

Gli argomenti in favore di sei giorni letterali sono:

1. Questa sembrerebbe la maniera normale per interpretare il passo in questione (Genesi cap. 1).

2. Il termine « giorno » quando viene impiegato altrove nella Scrittura significa abitualmente giorno di ventiquattro ore.

3. È difficile capire il ragionamento a proposito di un riposo di sabato al settimo giorno dopo i sei giorni di creazione del mondo se non si tratta di sei giorni letterali (Gen. 2: 2).

Questa concezione presenta tuttavia un problema, in quanto sembrerebbe richiedere che l'epoca nella quale Iddio creò il mondo era più recente di quanto sembri mostrare l'evidenza offerta dalla geologia e dalla astronomia. Perciò alcuni che sostengono tale posizione pensano che nei primi due versetti vi sia un intervallo di tempo, e che la narrazione della creazione è in realtà una narrazione di una ricreazione avvenuta molto tempo dopo la creazione originale della terra.

La maggioranza tuttavia di quelli che credono che la creazione avvenne in sei giorni di ventiquattr'ore ritengono che la creazione fu abbastanza recente e che Iddio ha creato le cose dandovi l'apparenza di un'età. Fanno notare che ciò non è affatto in conflitto, ma che anzi si armonizza con la maniera normale della creazione. Indicando come esempio di ciò i miracoli di Cristo. Nel suo primo miracolo riportato al capitolo secondo dell'Evangelo di Giovanni, Cristo cambiò l'acqua in vino nel corso di un banchetto nuziale in cui era venuto a mancare il vino. Quando il vino venne portato al maestro di tavola che non ne conosceva l'origine, quest'ultimo fece notare che era migliore di quello servito per primo. Per esser buono, il vino deve esser vecchio, e questo vino fatto solo qualche minuto prima, era migliore dell'altro più vecchio. Lo stesso avvenne alla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Egli creò i pesci; evidentemente pesci veri e pro-pri, che dovevano avere una certa misura, i cui organi dovevano essere sviluppati ecc. Tutto ciò comportava la necessità che avesse una certa età. Non v'è nessuna indicazione per cui qualcuno si sia accorto della differenza fra quei pesci e gli altri, tuttavia qualcuno si chiederebbe certamente perché li avesse fatti con organi e spine di cui non avevano mai. avuto bisogno.

Allo stesso modo, la Bibbia lascia intendere che Adamo ed Eva vennero creati esseri maturi piuttosto che neonati o animali inferiori, che necessitavano un'evoluzione. Iddio ha il potere di creare, e creò poi cose che avevano l'apparenza di un'età. Perché non avrebbe potuto farlo anche per il mondo?

Altri pensano che la Bibbia non parla di giorni di ventiquattr'ore, ma che invece si serve dei giorni in modo figurativo per periodi di tempo, o per mostrarci quadri della creazione di certe cose. Essi farebbero notare che:

1. L'ebraico è una lingua più figurativa di molte altre e che occorre cercare di capire quel passo nel contesto dell'ebraico nel quale è scritto, piuttosto che in quello della propria lingua.

2. La Bibbia dice che per il Signore un giorno è come mille anni e che mille anni sono come un giorno, indicando così che Iddio non è particolarmente limitato al tempo come lo vediamo noi. Ciò viene menzionato in un contesto che parla anche della creazione del mondo, anche se parla più particolarmente del diluvio del tempo di Noè, e se ne serve come avvertimento per quelli che pensano che Iddio non li giudicherà mai, proprio perché non l'ha fatto ancora (2 Pietro 3: 8).

3. La parola « giorno » viene usata varie volte nella Bibbia per periodi di tempo più lungo.

4. La ragione principale tuttavia per la quale la maggior parte riterrebbero che il Genesi non parla di giorni di ventiquattr'ore è che essi ritengono che ciò si accorda meglio con le prove esterne alla Bibbia che sembrano di mostrare un'età avanzata della terra.

Il diluvio universale del tempo di Noè

Molte cose che sono altrimenti difficili da comprendere in maniera soddisfacente si possono spiegare se si accetta il diluvio universale. Gli evoluzionisti negano il diluvio universale, non tanto per mancanza di prove, ma per la necessità di mantenersi ad uno più stretto uniformitarismo al fine di concedere all'evoluzione un lasso maggiore di tempo nel corso del quale la vita si sarebbe sviluppata. Quasi tutti quelli che credono nella Bibbia credono che vi è stato un diluvio di portata mondiale e trovano che esso accorda bene con le prove materiali. Quelli che credono in una creazione avvenuta in sei giorni di ventiquattr'ore, spesso credono anche che il diluvio ha compiuto in breve tempo cose che altrimenti avrebbero richiesto molto più tempo.

Abbiamo precedentemente menzionato la difficoltà che avrebbero avuto molti dei fossili a formarsi con mezzi strettamente uniformisti, e tuttavia vi sono molti esempi di grandi depositi di fossili esistenti, come gli strati di ippopotami in Sicilia, i cui resti sono tanto abbondanti che sono stati estratti per farne carbone vegetale, i grandi depositi di mammiferi delle Montagne Rocciose, i depositi di dinosauri dei Monti Neri e delle Montagne Rocciose, oltre che del deserto di Gobi, i sorprendenti depositi di pesci degli strati scozzesi del Devoniano, e così via 12. Il diluvio costituirebbe certamente la maniera più facile per spiegare la presenza di un gran numero di animali in uno. stesso deposito. A mano a mano che l'acqua saliva, essi si spostavano sempre più verso terre più alte, trovandosi raggnippati sulle cime delle montagne, da dove la corrente li avrebbe spazzati via insieme formando in seguito depositi con altre masse di sedimenti.

Descrivendo i depositi della Germania settentrionale, Newell dice: « In questi depositi sono stati rinvenuti più di seimila resti di animali vertebrati ed un gran numero d'insetti, di molluschi e di piante. I resti compresi di tessuto molle di molti di questi animali mostravano i particolari della struttura delle cellule, ed alcuni esemplari avevano subito una modificazione chimica di poca importanza... » 13 . Quindi passa a parlare delle piume, dei peli e delle scaglie e perfino del contenuto stomacale ben conservato. Certamente sarebbe occorsa la sepoltura immediata ad opera di un grande diluvio per conservare questi particolari e spiegarne la compressione. Attraverso i processi normali ne sarebbe avvenuta la decomposizione completa. Inoltre solo il diluvio può fornire una spiegazione alla mescolanza di animali terrestri ed acquatici trovati colà, come in molti altri posti. Probabilmente il diluvio del tempo di Noè spiega molte cose che altrimenti sarebbero molto difficili da spiegarsi.

È naturale che in una inondazione i fossili più piccoli si depositino in livelli inferiori e quelli più grandi negli strati superiori, poiché l'acqua filtra il materiale. Quest'azione dell'acqua è visibile sulla maggioranza delle spiagge dove si trovano nella parte più elevata grossi sassi e tronchi, e a mano a mano che si va verso il basso vi sono sassi più piccoli e sabbia. Quest'azione tuttavia non è perfetta e di solito si riscontra una certa mescolanza dei materiali, ed a volte perfino in grande misura.

Un problema per l'uniformismo, che si spiega naturalmente con il diluvio, sono gli alberi ritrovati qua e là fossilizzati, ma ancora in piedi e che penetrano in vari strati. Alcuni, essendosi trasformati in carbone si estendono attraverso due o più vene carbonifere che hanno fra esse materiale sedimentario e che mediante processi uniformisti avrebbero necessitato per la loro formazione moltissimo tempo 14 .

Si rinvengono tronchi fossili non solo in posizione eretta, ma anche in varie posizioni inclinate ed a volte finanche sos-sopra. Sembra generalmente che siano stati depositati da acqua in movimento che rapidamente ha deposto intorno ad essi uno strato dopo l'altro di sedimento. Dove sono presenti è ovvio che il tempo necessario per formare quel deposito di sedimenti non va misurato in termini di migliaia o di milioni di anni. Questi tronchi misurano fino a m. 25 di altezza ed a volte si trovano sovrapposti di modo che si deve parlare di profondità molto maggiori. Una spiegazione al rapido depositarsi di materiale necessario per coprire gli alberi prima che si decomponessero e si sbriciolassero, ed al prodursi della pressione necessaria per trasformarli in carbone è data dal diluvio 15.

Dove non c'è nulla di tale natura per mostrare a quale velocità il sedimento si è depositato, è difficile sapere quanto tempo è occorso. Ma il depositarsi di una ragguardevole parte del materiale sedimentario della terra a questo ritmo piuttosto che con la lentezza alla quale avviene oggi, indicherebbe che la terra ha una storia molto più breve.

I fossili di molluschi bivalvi e di altra vita marina trovati in zone terrestri lontane dal mare rivestono anch'essi grande interesse. Infatti se non vi fossero fossili marini in zone terrestri, ciò significherebbe che non vi è stato diluvio universale, perciò la loro presenza milita in favore del diluvio, anche se può essere spiegata in altre maniere.

Oltre alle prove geologiche, in favore del diluvio, vi sono quelle storiche. Narrazioni relative ad un diluvio si trovano fra i documenti di popoli vissuti in punti molto lontani della terra. Se ne sono trovate in Europa, Medio Oriente, Africa, Asia, Isole del Pacifico e sul continente americano.

Alcune antiche narrazioni relative al diluvio parlano indubbiamente di altri diluvi, ma in A Statistical Analysis of Flood Legends, James E. Strickling analizza le numerose storie nelle quali una sola famiglia sopravvive al diluvio come è affermato nella narrazione biblica. Queste narrazioni mostrano negli altri particolari una correlazione dovuta a qualcosa di più del caso: lo scampo su una nave, il preavviso, un solo diluvio e la preservazione delle altre progenie animali 16 .

Pur essendo state queste storie spesso tramandate per generazioni prima di essere state poste per scritto e benché contenenti spesso particolari in contrasto con la narrazione biblica, la loro correlazione generale è abbastanza buona, sì da fornire una sorprendente testimonianza storica in favore dell'accuratezza della narrazione biblica e del fatto che realmente si verificò un diluvio di portata mondiale.

Poiché ogni essere vivente discende dalla famiglia sopravvissuta e poiché leggende simili a proposito di un diluvio sono comuni a popoli fra loro molto separati, la spiegazione normale è che la narrazione è stata semplicemente tramandata di generazione in generazione.

R. L. Whitelaw, professore di ingegneria nucleare, ha analizzato le 15.000 date determinate col metodo del radiocarbonio ed ha constatato un calo improvviso nel numero di esemplari di uomini, di animali che sarebbero stati colpiti da un diluvio, e di alberi durante il periodo datato col radiocarbonio intorno al 4000 o 3500 a.C. (che egli però ritiene sarebbe stato leggermente più recente). Dopo il calo rimaneva soltanto il 13% circa del numero di date trovate per il periodo corrispondente. Il numero delle date dopo aumentava gradualmente; finché all'epoca di Cristo, il numero delle date relativo agli uomini ed agli animali ritornò a quello che era prima dell'improvvisa diminuzione. Nel caso degli alberi invece, mentre il loro numero subì la stessa diminuzione non è aumentato ancora fino a raggiungere lo stesso numero di prima del calo.

Ciò indica chiaramente una grande tragedia avvenuta più o meno al tempo indicato per il diluvio dalla Bibbia e da altre narrazioni. La conclusione logica sembra essere che questa diminuzione di date di morte ottenute col radiocarbonio fu causata dal diluvio che spazzò via la maggior parte degli esseri viventi non acquatici non lasciando così generazioni successive da datare fino a quando esse non si moltipllcarono gradualmente dopo il diluvio 17 .

Secondo la Bibbia, non pioveva prima del diluvio. La terra riceveva l'umidità sotto forma di vapore o nebbia (Gen. 2: 5, 6). Mentre è questa l'unica affermazione fatta, non ne viene data nessuna descrizione ampliata nella Bibbia. Tuttavia mi sembra sottintendere l'esistenza di un insieme di condizioni atmosferiche completamente diverse da quelle che abbiamo oggi. L'atmosfera conteneva probabilmente più vapore acqueo di oggi. Ciò aveva certamente un suo effetto di natura mondiale sul clima, tendendo a produrre gli effetti di una serra, lasciando passare i raggi del sole ma non permettendo al calore riflesso di andar via nella stessa quantità. Questa situazione costituirebbe una spiegazione razionale dell'evidenza ben nota, secondo molti scienziati che vi fu un'epoca nella storia del mondo in cui v'era universalmente diffuso un clima più caldo. L'improvviso termine di questa condizione atmosferica al tempo del diluvio avrebbe fornito non solo una parte dell'acqua, ma ciò unitamente ad un'inondazione mondiale spiegherebbe ulteriormente la presenza di fossili, di piante ed animali tropicali rinvenuti nelle regioni artiche. Il rapido congelarsi di mammut e di altri animali ritrovati in depositi di fossili in Siberia può spiegarsi solo con un improvviso cambiamento climatico.

Come per quasi ogni altra cosa di cui si parla nella Bibbia, i critici hanno cercato in ogni modo possibile di discreditare l'idea del diluvio, e poiché le loro critiche hanno trovato vasto credito, dobbiamo rispondere alle più importanti fra esse.

1. Molti sono convinti che non v'è acqua a sufficienza nel mondo per rendere possibile il diluvio. Poiché viviamo solo sulle parti asciutte del globo, è a volte difficile rendersi conto che la maggior parte della superficie terrestre è coperta d'acqua. Più del 71% della superficie terrestre è coperta d'acqua la cui profondità media è più di 3.750 metri 18 . È ovvio che v'è moltissima acqua. Il problema invece della mancanza d'acqua è costituito dal fatto che gli uomini hanno la tendenza di interpretare le cose in maniera che concordino con quello che vogliono credere. La Bibbia dice: «... tutte le fonti del grande abisso scoppiarono ...» (Gen. 7: 11). Chi non vuol credere alla possibilità del diluvio può credere semplicemente che questo scoppiare significa che non accadde niente, e che tutta l'acqua del diluvio era venuta giù dalla pioggia. Pur potendo le condizioni atmosferiche anteriori al diluvio fornire una quantità di acqua per contribuire al diluvio maggiore di quanto avrebbero permesso le condizioni atmosferiche di oggi, sembra che ciò sarebbe stato tuttavia insufficiente a coprire la terra quale essa è oggi. Se però le parole « le fonti del grande abisso scoppiarono » significano che il fondo dei mari si sollevò, vi sarebbe stata acqua in abbondanza. Un altro fattore da tenere in considerazione è il fatto ben noto che le montagne sono di formazione recente. Probabilmente al tempo del diluvio esse non erano alte come oggi.

2. Alcuni sostengono che il diluvio del quale parla la Bibbia era solo un diluvio di portata locale, non universale. La Bibbia dice tuttavia che « ... le acque ingrossarono oltremodo sopra la terra; e tutte le alte montagne ch'erano sotto tutti i cieli, furono coperte » (Gen. 7: 19). Anche se le alte montagne erano a quell'epoca molto più basse di oggi, anche se erano alte solo qualche centinaio di metri, sarebbe stato impossibile tenere ammucchiata l'acqua in modo di coprirle per un anno. L'acqua avrebbe trovato il suo livello, coprendo-il mondo intero. Non si può accumulare acqua in un sol punto!

Non sarebbe stato neppure necessario salvare Noè e gli animali mediante l'arca se gli uomini e gli animali di altre-parti del mondo non fossero annegati nel diluvio. Il periodo stesso di tempo durante il quale il diluvio sommerse la terra sottintende anche ch'esso fu universale, poiché sarebbe stato molto difficile che un diluvio o un'inondazione durasse un anno in una località ristretta.

Del diluvio si parla anche nel Nuovo Testamento. E Pietro se ne serve per illustrare il fatto che in futuro Iddio distruggerà il mondo col fuoco. Questo passo, che mette in rilievo la follia di quelli che negano l'intervento di Dio e cercano di spiegarne tutto su basi semplicemente uniformiste, perde il proprio significato se non vi è stato un diluvio di portata, mondiale che distrusse gli ingiusti.
 

Sapendo questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni ver-ranno degli schernitori coi loro scherni i quali si condurranno secondo le loro concupiscenze e diranno: Dov'è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte-le cose continuano nel medesimo stato come dal principio della creazione. Poiché costoro dimenticano questo volontariamente: che ab antico, per effetto della parola di Dio, esistettero de' cieli e una terra tratta dall'acqua; per i quali mezzi il mondo d'allora, sommerso-dall'acqua, perì; mentre i cieli d'adesso e la terra, per la medesima. Parola son custoditi, essendo riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empi (2 Pietro 3:3-7).


3. Si è anche messo in dubbio la capacità dell'arca di portare tutti gli animali attribuitile. Come per la maggior parte degli argomenti esaminati, l'uomo tende a proteggere le sue congetture mediante le condizioni ch'egli propone. Qualcuno ha parlato per esempio delle difficoltà per avere nell'arca l'acqua necessaria per tutti gli anfibi. Cito semplicemente ciò per mostrare che non si può moltiplicare il numero di circa un milione di specie diverse di animali esistenti oggi per due (maschio e femmina) per trovare il numero di animali esistenti nell'arca. Circa 88.000 specie sono costituite da crostacei di un tipo o di un altro. Molti altri sono vermi, pesci, ecc. che vivono normalmente nell'acqua, o che sono così piccoli da potersi salvare tenendosi su resti galleggianti.

Earnest Mayr, uno dei principali tassonomisti, elenca solo 17.600 specie di mammiferi, uccelli, rettili ed anfibi insieme. Molti di questi potevano vivere bene fuori dell'arca. Dei mammiferi elenca solo 3.500 specie ed alcune di queste sono acquatiche 19.

Gli animali più piccoli non presentano problemi per quel che riguarda lo spazio, ed i più grandi non sono troppo numerosi. Credere inoltre che Dio aveva fatto entrare nell'arca i più grandi o i più piccoli di ciascuna specie di animali dipende da se si vuole credere o no che vi fosse abbastanza spazio per essi. Anche se Dio non fosse stato più intelligente dell'uomo, avrebbe capito abbastanza da imbarcare gli animali più piccoli di ciascuna specie, e fra questi i giovani, non solo per occupare meno spazio, ma anche per ottenere il massimo della riproduzione allo scopo di riempere le terra dopo il diluvio.

Immaginiamo che Noè dovesse portare tutte le 17.600 specie menzionate. Poiché più della metà di esse è composta da uccelli, è ovvio che la grandezza media degli animali sarebbe stata molto piccola. Un carro ferroviario americano medio a due piani per il trasporto delle pecore ne può contenere duecentoquaranta. Perciò centoquarantasei vagoni di tale grandezza basterebbero a contenere due esemplari di ciascuna delle 17.600 specie se avevano la grandezza media di una pecora, che certamente non avevano. L'arca aveva una lunghezza di trecento cubiti ed una larghezza di cinquanta. Poiché la lunghezza del cubito variava secondo i tempi ed i popoli, se si adotta la misura più corta, l'arca misurava una lunghezza di cento trentuno metri, una larghezza di ventuno ed un'altezza di tredici, con una cubatura equivalente a quella di cinquecentoventidue di tali vagoni. Ciò lascia ancora un margine di trecentosettantasei vagoni per le provviste e per gli uomini 20 .

Abbiamo pensato che non era necessario calcolare altro spazio per gli animali « puri », perché esso è già stato molto più che provveduto dal fatto che abbiamo inserito tutte le speci di mammiferi, uccelli e rettili anche acquatici ed anfibi.

Allora, secondo quanto riportato sopra, non c'è ragione convincente che possa permetterci di rigettare l'idea di un diluvio universale che in poco tempo sarebbe riuscito a portare via e ad accumulare più detriti di quanti normalmente fossero stati ammucchiati in molti anni, fortificando così la tesi di una creazione recente.

Conclusione

Abbiamo esaminate le ragioni addotte per non credere in Dio creatore, e le abbiamo trovate insoddisfacenti. Abbiamo invece trovato vere le prove della nostra creazione da Dio.

I fatti appoggiano la spiegazione della vita data nella Bibbia, e non quella dell'evoluzione. La Bibbia non si ferma alla creazione. Comincia con essa e passa a dare un significato ed una guida pratica alla vostra vita.

La Bibbia spiega che Dio creò l'uomo a Sua immagine perché avesse comunione con Lui, ma poi prosegue mostrando, come l'uomo disobbedì alle norme che Egli aveva stabilito e chiama questa disobbedienza " peccato ". Poiché Iddio esige perfetta obbedienza, il peccato separò l'uomo dalla comunione con Dio per la quale era stato creato. Cominciato con il primo uomo creato da Dio, il peccato contaminò tutto il genere umano. Siccome le aspirazioni di Dio per noi sono troppo alte, nessuno conduce una vita buona abbastanza per piacerGli e in tal modo salvare se stesso dal giudizio di Dio. I nostri tentativi di obbedire alle leggi, le osservanze religiose e le nostre buone opere sono insufficienti. « Siccome è scritto: Non v'è alcun giusto, neppure uno. » (Romani 3: 10) «Difatti tutti hanno peccato... » (Romani 3: 23).

Il diluvio che distrusse i peccatori al tempo di Noè viene citato nel Nuovo Testamento come avvertimento che Dio non lascia impunito il peccato (2 Pietro 3). Soltanto una famiglia si salvò dal diluvio perché i suoi membri avevano posto la loro fiducia nella salvezza che Dio aveva offerto loro nell'arca. Cristo è l'Arca nostra, il mezzo di salvezza che Dio offre all'uomo oggi, poiché ha preso su di Sé la punizione per i peccati di tutto il genere umano. Il messaggio centrale del Nuovo Testamento è che tutti coloro i quali mettono la loro fiducia in Cristo saranno riconciliati con Dio e salvati eternamente.

Sebbene la Bibbia sia inflessibile verso l'egoismo e la cattiveria dell'uomo, è tuttavia chiara riguardo alla generosa provvidenza di Dio. « Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo Unigenito Figliuolo, affinchè chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna » (Giovanni 3: 16. Vedere anche Giovanni 3: 1-18; Romani 3: 20-26; 5: 1-11; 10: 9-13).

Lascia che ora io unisca queste cose ad un esperimento che tu stesso, di persona, puoi fare. È un genere di prova completamente diverso, di natura personale, aggiunto per aiutarti a determinare se esiste o no un Creatore e se Egli abbia un diritto sulla tua vita.

Benché la venuta in essere della prima vita non si possa né osservare né ripetere per dimostrare in modo assoluto se sia nel giusto la teoria dell'evoluzione o il racconto biblico della creazione, la Bibbia fa molte altre affermazioni -- dimostratesi sincere e precise -- che si possono esaminare per giudicarne l'esattezza. Oltre a questi esami, quali la precisione storica e il compimento delle profezie, io ti sfiderei a fare come esperimento tuo, la seguente prova personale.

La Bibbia dice che se ti affidi a Cristo per ottenere il perdono del tuo peccato, la Sua morte in vece tua e la Sua risurrezione sono sufficienti a salvarti dall'eterna punizione. Come puoi provarlo e come puoi sapere se Dio ha veramente perdonato il tuo peccato perché un giorno tu possa vivere in ciclo col tuo Creatore? La Bibbia dice che quando Dio toglie la punizione futura del tuo peccato, netterà anche la tua vita qui sulla terra. Ecco un punto dove potrai mettere alla prova l'esattezza della Bibbia e l'esistenza del Creatore mediante un'esperienza personale. Credi che Cristo pagò il tuo peccato con la Sua morte sulla croce! Affida la tua vita al Suo controllo! Vedrai da te che proprio qui, in questa vita, Egli sostituirà il tuo peccato con l'amore e la purezza.
 
 

Tommaso Heinze, Copyright © 1973, 2003

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